Joseph86’s Weblog

Colpo di fulmine a San Domenico

Giugno 6, 2008 · Lascia un Commento

Scena quasi apocalittica nella chiesa di San Domenico a Martina Franca, quando alle 7.05 di mercoledì 4

giugno un fulmine ha colpito e danneggiato la lanterna della cupola. E dire che si è trattato di un tragico déjà vu: infatti, meno di dieci anni fa, un altro fulmine ha colpito lo stesso punto della lanterna, tanto che la chiesa è stata sottoposta a recenti restauri, per conto del Ministero dei Beni Culturali. Al momento dell’infausto evento era presente, all’interno della chiesa, un fedele, seduto a pochi centimetri dal luogo di caduta dei calcinacci e miracolosamente indenne. Ingenti i danni, si conta una cifra approssimativa di 50 mila euro solo per i danni alle strutture; completamente da rifare, invece, gli impianti di recente installazione (dall’impianto di videosorveglianza, a quello che regola l’organo). La Soprintendenza è stata tempestivamente avvisata dell’accaduto, ma è presto per dire se interverrà nel secondo restauro: si spera, ovviamente di sì, anche perché, altrimenti, è difficile stabilire come e quando le casse, già provate, della parrocchia sapranno porre rimedio allo sfortunato incidente. L’edificio di culto è stato costruito in stile barocco (da “baroque”, che nel Seicento indicava una perla di forma irregolare, a sottolineare i caratteri irregolari dello stile), intorno al 1746, dai Domenicani, su un precedente edificio gotico di cui sopravvive il chiostro ogivale. La facciata si presenta come divisa in due parti indipendenti, la zona del portale con lo stemma dell’ordine dei domenicani e il finestrone (monofora), nella parte alta, circondata da una cornice di foglie, riccioli e volute che sfidano, per la loro plasticità, la resistenza della pietra. I restauri, necessari, sono stati condotti a regola d’arte, ma si sono resi vani per l’assenza di un parafulmine. L’appello di don Franco Angelini a una raccolta di fondi per l’acquisto del parafulmine, riguarda tutti, parrocchiani e non, poiché si tratta di un bene prezioso comune, un racconto sempre valido della nostra storia. La ferita inferta non è circoscritta al solo elemento architettonico, ma a tutta la popolazione, un richiamo all’ordine, per tutti i cultori del bello, esteso a tutti i monumenti in stato di degrado. Lo Stato (e per suo conto il Ministero per i Beni Culturali) non basta, nostra è la responsabilità del mantenimento e della cura di ciò che ci rappresenta. Ne è testimonianza il fatto che i restauri, eseguiti dall’organo statale, non hanno apportato proprio la soluzione (il parafulmine) a un problema che, vista la ricettività dell’area, poteva, forse, essere evitato.

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banca rotta?!

Giugno 6, 2008 · 3 Commenti

Uno dopo l’altra. Così stanno arrivando le tegole sulla città.
Ora anche la Corte dei Conti censura il comune di Martina Franca condannando l’inadempienza intollerabile relativa all’approvazione del conto consuntivo del 2006 (oltre 11 mesi di ritardo). Anche Taranto, ma per via del dissesto, è nelle stesse condizioni.
Non è la prima volta che accade. Già nel novembre 2006 si era così espressa:

“LA SEZIONE

Visto l’art. 1 – comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;

Udito il relatore, nella persona del Presidente, dr. Giuseppantonio Stanco;

DELIBERA

di dare atto che il Comune di MARTINA FRANCA (TA) nel bilancio di previsione, per l’esercizio dell’anno 2006,
a) non ha osservato, relativamente alla spesa corrente e per la gestione di competenza, le prescrizioni stabilite dal succitato comma 140, art. 1 legge 266/2005, in quanto detto Comune ha previsto, nel bilancio 2006, spese correnti per l’ammontare complessivo netto (ossia detratte le spese escluse dal patto) di euro 16.361.789,09, che confrontato con il corrispondente ammontare netto delle spese correnti impegnate nell’esercizio 2004, pari ad euro 12.846.500,42 (quadro 5.2 del questionario) risulta in violazione del summenzionato comma 140, la cui osservanza avrebbe comportato una previsione complessiva di spesa corrente non superiore ad euro 12.011.477,90, corrispondente all’ammontare delle spese correnti impegnate nel 2004, ridotto del 6,5%, trattandosi di Comune “virtuoso”, giusta dichiarazione dell’Organo di revisione;

b) parimenti il predetto Comune non ha osservato i parametri stabiliti dal successivo comma 141 per la spesa in conto capitale, avendo previsto in bilancio spese d’investimento per euro 23.188.516,00 ben superiore ad euro 12.057.405,24 (quadro 5.4) che rappresenta il limite di spesa consentito dal surrichiamato comma 141, ossia del complesso della spesa in conto capitale impegnata nell’esercizio 2004 (pari ad euro 11.153.936,44) aumentato dell’8,1%.”

Questo, appunto, a fine 2006.
Oggi un’altra pronuncia negativa che dimostra l’incapacità della nostra attuale “minoranza di governo” di garantire un serio e ordinato svolgimento della attività amministrativa.

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se questo non è abuso di potere… cos’è?

Giugno 6, 2008 · Lascia un Commento

Con una DIA (Denuncia inizio di attività) aveva denunciato l’inizio di attività relativa all’immobile sito in Corso Italia, dal quale si accede dal portone dove aveva lo studio notarile per realizzare dei vani necessari al contenimento degli impianti aventi una superfice lorda di 84 m e netta di 74 da adibire a centrale termica, locale condizionamento acqua, locali macchina ascensori, riserva idrica e impianto elettrico, infissi esterni costituiti da porte e finestre. Sostituzione del parapetto con uno in ringhiera in ferro e revisione del lastrico solare.

In realtà aveva creato una vera e propria abitazione di 111 m, di più vani, con una altezza di m 2,85. Stanze diversamente accessibili da corridoio, un disimpegno. In ciascuno dei vani di finestre e prese di luce atte a garantire l’illuminazione solare, la presenza di alimentazione elettrica, due bagni, due locali adibiti a lavanderia e a cucina. Tutti gli accessori quali controtelai delle porte interne a scomparsa. Il D.L. n. 9 del 1982 ha statuito che “sono volumi tecnici, per i quali occorre la concessione gratuita, quelli strettamente necessari a consentire e contenere l’eccesso di quelle parti di impianti tecnici che non possono trovare sistemazione nel corpo dell’edificio”.

E’ stato condannato ad un mese di arresto e diecimila euro di multa oltre le spese processuali, il settantaseienne Giovanni De Tullio, all’epoca dei fatti Notaio. Al noto professionista gli sono state riconosciute le attenuanti generiche.

Lo ha stabilito una sentenza emessa dal Giudice Alessandro De Tomasi del Tribunale di Taranto, sezione distaccata di Martina Franca.

Era imputato degli art. 110 CP – 44 DPR 380/01 perché in concorso con il costruttore che aveva eseguito il lavoro ed il direttore tecnico, senza il permesso a costruire, aveva realizzato un manufatto edilizio della superfice complessiva di mq 111 circa, di cui 35 preesistenti, avendo una altezza di m 2,85.

Il Comune di Martina Franca non si era costituito parte civile (??). La vicenda, nota ed arcinota a Martina Franca ha avuto degli intrecci con la politica, poiché, ai tempi dei fatti, la moglie del notaio era Consigliere comunale a Martina Franca. Quando fu denunciata la vicenda, da parte di privati, la Consigliera comunale in questione era critica nei confronti dell’allora maggioranza del Sindaco Conserva. Si rischiava sciogliere il Consiglio comunale. Subito dopo, la Signora, abbandonò il gruppo degli aventiniani e si allineò con la maggioranza, consentendo i numeri necessari ricoprendo, inoltre, anche delle deleghe importanti.

Oggi, il Notaio è in pensione la moglie non è più in Consiglio comunale.

La vicenda, piuttosto contorta, ci riporta ad un periodo molto discutibile dell’Ufficio Tecnico di Martina Franca. Ora il Giudice ha ordinato la demolizione delle opere abusive. La sentenza è diventata irrevocabile, cioè non più impugnabile. Bisognerà vedere cosa farà il responsabile del procedimento.

I cittadini si aspettano che l’attuale Sindaco possa far emettere una ordinanza per la demolizione, proprio per capire che le cose, da allora sono cambiate.

A dimostrazione che la Legge sia davvero uguale per tutti.

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… altre morti bianche…

Giugno 6, 2008 · Lascia un Commento

E’ un operaio perugino 52enne la seconda vittima del lavoro in Umbria in quattro giorni.

L’uomo, rimasto gravemente ferito nel primo pomeriggio di ieri in un cantiere edile di Tordandrea di Assisi dove si sta ristrutturando un residence, e’ morto in serata all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, nonostante i soccorsi tempestivi. Da quanto riferito dai carabinieri di Assisi che hanno effettuato i primi rilievi, il cestello di una gru in movimento ha colpito l’impalcatura sulla quale si trovava l’operaio facendolo precipitare. Dopo un volo di oltre dieci metri e l’impatto dal quale sono scaturite lesioni gravissime, l’uomo non ha mai ripreso conoscenza nonostante l’estremo tentativo dei medici di intervenire chirurgicamente.

In Sicilia, un operaio e’ morto mentre lavorava in un cantiere nelle campagne tra Modica e Ragusa, in contrada San Giacomo. L’uomo, 44 anni, originario di Rosolini (Siracusa) abitava a Modica. Era dipendente di una ditta che opera nel campo della lavorazione della pietra. Era su una scala ed e’ caduto da tre metri di altezza, sbattendo la testa contro una lastra di pietra. La Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta.

A Bari, un operaio è rimasto ucciso dopo che il mezzo sul quale stava lavorando si è tragicamente rovesciato. Il fatto è avvenuto nella località contrada Serafino, tra Monopoli e Locorotondo. L’uomo, impiegato di una ditta di Martina Franca, stava lavorando alla realizzazzione di un piazzale, quando la pala meccanica sulla quale si trovava si è ribaltata, travolgendolo mortalmente.

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…morti bianche…

Giugno 6, 2008 · Lascia un Commento

Altri due morti sul lavoro, uno schiacciato l’altro e’precipitato da una scala

Un operaio e’ morto schiacciato da una pala meccanica che si e’ ribaltata mentre era al lavoro nelle campagne di Monopoli (Bari).
La vittima si chiama Angelo D’Onghia, 47 anni, e’ morto sul colpo.
L’incidente e’ avvenuto in contrada ‘Serafino’ dove era in corso l’asfaltatura di una piazzola, e probabilmente il mezzo meccanico si e’ ribaltato per un cedimento del terreno.I carabinieri della compagnia di Monopoli stanno accertando le circostanze del mortale infortunio. D’Onghia era titolare della ditta ‘Recchia srl’ di Martina Franca, in provincia di Taranto.

Un altro incidente sul lavoro e’ accaduto nel ragusano dove e’ morto un operaio di 44 anni, Orazio Linguanti. L’incidente e’ avvenuto in un cantiere di contrada Calamezzana, a Ragusa. L’uomo era dipendente della ditta “Occhipinti e Corallo” di Modica, che si occupa della lavorazione della pietra. L’operaio, secondo quanto emerso dalle prime indagini, e’ caduto da una scala a pioli da un’altezza di tre metri. Ha sbattuto la testa su una lastra di pietra ed e’ morto sul colpo. Sull’incidente stanno svolgendo indagini i carabinieri. Un’inchiesta e’ stata aperta dalla Procura di Ragusa.

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Gioconda De Vito, un mito dimenticato

Giugno 6, 2008 · 1 Commento

E’ già stato presentato più volte questo bel libro dedicato alla leggendaria violinista martinese Gioconda De Vito dal docente e violinista Corrado Roselli (nella foto); di recente anche a Bari, presso Casa Giannini. A più riprese ve ne ho poi parlato su questo blog, grazie ad un significativo giro di conferenze sulla notissima artista promosso con autentica abnegazione dallo stesso Roselli. Si tratta di un volume agile e prezioso, nel quale si ripercorre con esemplare chiarezza (c’è inoltre un sostanzioso corredo di foto storiche e una discografia davvero esaustiva), la vita e la carriera dell’artista. Le vicende biografiche della De Vito, enfant prodige del violino sono seguite passo, passo e documentate con appassionata competenza e una prosa di accattivante scorrevolezza. Ne emerge così un ritratto a tutto tondo che sa rendere piena giustizia ad una grande violinista pugliese (divenuta cittadina inglese dopo il matrimonio con David Bicknell) un po’ dimenticata e che invece, ancor oggi può, a ragione, rappresentare un luminoso modello per le giovani generazioni di violinisti ed appassionati. Nel libro il maestro Roselli, allievo “indiretto” della De Vito, avendo studiato con la violinista russa Ludmilla Kuznetsoff, si chiede: “quando sarà possibile realizzare finalmente un concorso internazionale di violino intitolato a Gioconda?” Giriamo la giusta esortazione alle istituzioni musicali pugliesi, tra cui il Conservatorio “Niccolo Piccinni” di Bari – dove ella insegnò giovanissima nei primi anni del Novecento, quando l’istituto barese era ancora solo un Liceo Musicale – e naturalmente il prestigioso Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, dove nacque. Chissà che prima o poi, ce lo auguriamo di cuore tutti, questo concorso non si faccia davvero!

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OPERA AL NERO. Alfredo Quaranta

Giugno 6, 2008 · Lascia un Commento

OPERA AL NERO. Alfredo Quaranta
A cura di Valerio Dehò

Martina Franca (Ta), “La luna di Glifada”

Sabato 7 giugno 2008 alle ore 19,00, nello spazio espositivo “La luna di Glifada” di Martina Franca (Ta) avrà luogo l’inaugurazione della mostra “Opera al nero”; personale dell’ artista Alfredo Quaranta a cura di Valerio Dehò.

“Questa nuova serie di lavori di Alfredo Quaranta nella varietà dei temi e delle tecniche, consente di valutare al meglio la poetica della recente attività dell’ artista. Si può cominciare dal legno come materiale di recupero, qualcosa che viene restituito ad una funzione, laddove l’industria ne ha cessato l’uso. L’artista riutilizza le casse degli spedizionieri, quelli che movimentano migliaia di tonnellate al giorno. I contenitori delle merci, con tutto il loro carico significativo di etichette, bolli, numeri e loghi diventano un tutt’uno con l’opera. Ma molto presente è la fotografia, usata come traccia intellettuale di un percorso complesso, in cui prevale comunque un’idea che va oltre l’opera, e si presenta come lavoro installativo e multimediale nel senso più ampio, non soltanto legato alla comunicazione video o digitale.
Sono lavori importanti questi soprattutto per la complessità dei temi e per le scelte operate. Su tutti un simbolo e una forma, “La mia Lilith”, figura ambigua nella storia della mitologia e della religione ebraica che sta a metà tra Eva e una dea del male. Lilith, da prima compagna di Adamo si trasformò nel medioevo in una versiera in grado di gareggiare con i maschi ben più famosi come Belzebù o Satanasso, e si comprende bene a quale categoria questi soggetti appartengono. Ma in questa versione è l’astro così familiare e femminile, la luna, che cosparsa di pece risplende di luce nera, simbolo dei tarocchi non certo beneagurante.
L’arte non può spiegare, ma può far riflettere. Così in “Quel che resta di Babele” i sacchi di cenere contengono altre parole bruciate, gli alfabeti del Mediterraneo, la culla della civiltà occidentale, che vengono catalogati come se fossero reliquie di un mondo perduto, ma da salvare comunque attraverso i suoi simboli per eccellenza: le parole.
Probabilmente in questi lavori recenti “Mareggiare con cura” rappresenta non soltanto un lavoro sulla luce e sull’acqua che si distanzia dalle tenebre precedenti, ma certamente ha ancora a fondamento l’idea di una trasformazione. Le foto di paesaggi marini, anzi di giochi di luce sul mare, diventano dei light box che vengono incastonati e sorretti da solide assi di legno. L’ installazione rende conto dei diversi momenti e delle diverse temperature che si creano tra la luce e la rifrazione/riflessione dei raggi del sole e il contrasto con i legni vissuti che sorreggono l’impianto dell’ opera determinano un positivo contrasto. Ancora una volta viene fuori il contrasto, anzi, il contrappunto, tra astratto e concreto, tra visibile e invisibile.
Una mostra importante questa di Quaranta che ritraccia l’attività dell’artista verso nuove direzioni pur con una forte continuità con il precedente lavoro pittorico” (testo di Valerio Dehò estratto dal catalogo).

Vernissage: venerdì 7 giugno alle ore 19.00.

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centrato il 5+1 a martina franca 539000 €

Giugno 6, 2008 · Lascia un Commento

Roma, 29 mag. (Adnkronos) – Un ‘5+’ del valore di 539.100,08 euro e’ stato centrato nell’estrazione di stasera del SuperEnalotto. La giocata vincente e’ stata realizzata a Martina Franca, in provincia di Taranto, nell’Ester Bar di via Serranuda. Nessun ‘6′. Sei le vincite con il ‘5′, ciascuna pari a 89.850,02 euro, e ancora sei quelle con il ‘4 Stella’, ognuna del valore di 52.595 euro. La combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto e’ composta dai numeri 7, 30, 40, 58, 75, 79, con il numero Jolly 84 ed il numero SuperStar 78. Per il prossimo concorso il ‘6′ mette in palio 16,6 milioni di euro.

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infanzia sprecata con TOTI & TATA

Giugno 6, 2008 · Lascia un Commento

pensate voi dove ho peso la mia infanzia… altro che cartoni animati… grande TOTI & TATA

tornate da noi….

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